Quando un lease DHCP “abbandonato” genera record DNS sbagliati: analisi di un caso reale con pfSense, Unbound e Pi‑hole

In molte reti basate su pfSense, è comune utilizzare:

  • pfSense come router/firewall e server DHCP
  • Unbound come DNS Resolver con registrazione dinamica
  • Pi‑hole come DNS primario per filtraggio e caching

Questa combinazione è potente, ma può generare problemi difficili da diagnosticare quando entrano in gioco:

  • hostname duplicati
  • lease DHCP scaduti ma non rimossi
  • record DNS dinamici generati da lease “abandoned”
  • cache DNS persistente di Pi‑hole

In questo articolo analizziamo un caso reale in cui un dispositivo IoT ha causato un conflitto DNS che ha portato a risoluzioni errate e incoerenti tra DHCP, DNS Resolver e Pi‑hole.

Sintomo del problema

Il comportamento osservato era il seguente:

  • DHCP mostrava Mini4 → 192.168.8.101
  • DNS Lookup mostrava Mini4 → 192.168.8.100
  • Pi‑hole rispondeva sempre con 100
  • pfSense rispondeva con 100 anche dopo reboot

Una situazione apparentemente impossibile: il lease attivo era corretto, ma il DNS continuava a servire un IP vecchio.

La causa reale: un lease DHCP “abbandonato” con hostname duplicato

Nel file reale dei lease di pfSense:

/var/dhcpd/var/db/dhcpd.leases

era presente questo blocco:

lease 192.168.8.100 {

  binding state abandoned;

  client-hostname “Mini4”;

}

Questo lease:

  • era scaduto
  • era “abandoned”
  • non compariva nella GUI
  • ma era ancora presente nel file
  • e conteneva l’hostname “Mini4”

Perché è un problema?

Perché Unbound genera i record DNS dinamici leggendo tutti i lease, anche quelli:

  • expired
  • abandoned
  • free
  • rewind

Di conseguenza, Unbound continuava a generare:

A record: mini4.local.lan → 192.168.8.100

PTR record: 100 → mini4.local.lan

anche se il lease attivo era 101.

La causa originale: un dispositivo IoT che si è spacciato per “Mini4”

Il dispositivo incriminato era un Aubess (wlan0), che:

  • non rispetta DHCP Option 12
  • non invia un hostname coerente
  • si presenta con nomi casuali
  • in questo caso si è presentato come “Mini4”

pfSense ha quindi creato un lease per:

192.168.8.100 → Mini4

Quando il Mac mini ha richiesto un IP, ha ottenuto:

192.168.8.101 → Mini4

Risultato: hostname duplicato.

Il secondo problema: la cache DNS di Pi‑hole

Pi‑hole aveva memorizzato:

mini4.local.lan → 192.168.8.100

Quindi:

  • anche dopo aver corretto pfSense
  • anche dopo aver cancellato il lease fantasma
  • anche dopo il reboot di pfSense

Pi‑hole continuava a rispondere con l’IP sbagliato.

Solo dopo:

pihole restartdns

la cache è stata svuotata e il DNS si è riallineato.

Perché il reboot di pfSense non ha risolto?

Perché pfSense non elimina i lease scaduti dal file.

Il file rimane identico.

E Unbound, al boot, ricostruisce i record DNS dinamici anche dai lease “abandoned”.

Quindi il record sbagliato veniva ricreato ogni volta.

Soluzione definitiva

1. Identificare il lease fantasma

cat /var/dhcpd/var/db/dhcpd.leases | grep -i mini4 -A5 -B5

2. Eliminare il blocco incriminato

vi /var/dhcpd/var/db/dhcpd.leases

Cancellare:

lease 192.168.8.100 { … }

3. Rigenerare i lease DHCP

GUI → DHCP Server → Save

4. Reload DNS Resolver

GUI → DNS Resolver → Save

5. Svuotare la cache di Pi‑hole

pihole restartdns

Risultato finale

  • Il dispositivo IoT ha preso un nuovo IP (es. 187)
  • Mini4 è rimasto correttamente su 101
  • Nessun hostname duplicato
  • Nessun record DNS sbagliato
  • pfSense e Pi‑hole perfettamente allineati

Conclusioni

Questo caso dimostra come un semplice dispositivo IoT con hostname errato possa:

  • generare un lease DHCP “abandoned”
  • sporcare il DNS dinamico di pfSense
  • creare record A/PTR sbagliati
  • essere ulteriormente amplificato dalla cache di Pi‑hole

La diagnosi richiede:

  • analisi del file reale dei lease
  • comprensione del comportamento di Unbound
  • gestione della cache DNS di Pi‑hole

È un problema raro, ma estremamente insidioso.

🧠 Come realizzare un tunnel SSH inverso per accedere a Home Assistant da remoto

Hai mai desiderato accedere alla tua domotica anche quando sei fuori casa? In questo articolo ti mostriamo come Marco, un appassionato di automazione domestica, ha configurato un tunnel SSH inverso per controllare Home Assistant in modo sicuro e senza esporre porte sensibili su internet.

🏠 Lo scenario

Marco ha un server Home Assistant installato su una rete locale con IP 192.168.88.1. Quando è in viaggio con il suo MacBook, collegato a una rete diversa (192.168.3.66), vuole comunque poter accedere all’interfaccia web di Home Assistant.

Per farlo, ha configurato il suo router con un DNS dinamico (hostddns.duckdns.org) e ha aperto la porta 6622, che viene inoltrata alla porta SSH del suo Mac.

🔐 La soluzione: tunnel SSH inverso

Sul server Home Assistant, Marco ha impostato questo comando:

ssh -N -R 8123:localhost:8123 -p 6622 marco@hostdmz.duckdns.org

Questo crea un tunnel sicuro che espone la porta 8123 (usata da Home Assistant) sul Mac remoto, rendendola accessibile come http://localhost:8123.

⚙️ Requisiti

  • Il file sshd_config sul Mac deve avere:
  • Il router deve inoltrare la porta 6622 verso la 22 del Mac
  • È consigliato l’uso di chiavi SSH per l’autenticazione automatica

🚀 Vantaggi

  • Nessuna esposizione diretta della porta 8123 su internet
  • Accesso sicuro e cifrato tramite SSH
  • Possibilità di automatizzare il tunnel all’avvio del sistema